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E se il male fossero i centri estivi?

Senza che vi arrabbiate. Pongo solo un dubbio. Ma noi che vivevamo senza centri estivi stavamo meglio o peggio?

Il covid quest’anno ha complicato un po’ la vita ad oratori e gruppi sportivi che organizzavano ritiri e giornata di studio e gioco. Insomma, finita la scuola via di corsa a fare altro, purché non stiano a casa far niente.

Ma è giusto? Vi spiego come mi è nata questa riflessione.

Ieri ero al parco Barni di Canzo, aspettavo mio figlio e con l’altro ci siamo presi una granita su una panchina. Intorno avevo ragazzine 10-13 anni che passeggiavano per la città, gruppi di ragazzini della stessa età in giro in bicicletta, un ragazzo di 12-13 anni che badava alla sorellina sull’altalena, giovani adolescenti che a coppie andavano in gelateria. Coppie di ragazze che si raccontavano sulle altre panchine… così, come era prima che rinchiudessimo tutti i ragazzi in ‘altre occupazioni estive’.

Forse così crescono un po’ di più? Si responsabilizzano? Togliere loro ‘la sorveglianza completa’ in estate e lasciare che si annoino, si organizzino, girino per le città, facciano dei piccoli mestieri a casa, vadano da soli a prendersi un gelato o a comprare il pane… forse la mia è solo nostalgia, ma se rivedo i miei 13 anni so che quello che desideravo non era rinchiudermi in uno spazio controllato.

A 13 anni sognavo il motorino per andare dove volevo, la libertà!

Tornando da Canzo l’ho vista una banda di neomotorinati, 5 o 6 che ridevano, felici di correre a 40 all’ora in gruppo, probabilmente andavano a cercare una pozza d’acqua o delle ragazzine a cui dar fastidio (io che sono un romantico) o più verosimilmente andavano a caccia di Pokèmon. Non lo so.

Chiedo anche a voi un commento. Davvero i nostri ragazzi hanno bisogno che gli si impegni l’estate a tutti i costi? Davvero non sono più in grado di organizzarsi per una passeggiata in montagna o due tiri a un pallone o un tuffo in Bova? Un’estate in autonomia gli farà davvero così male?

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1 Comment

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    Maria Teresa Rancati
    25 Giugno, 2020 at 8:29 pm

    Mah… in realtà, quando eravamo ragazzini noi, c’era una percentuale – che ci sembrava piccola – di coetanei che preferivano il Grest al frappè alla Nuvola Rossa o al bagno in Bova. Loro andavano a fare gite, a volte anche con avventurosi pernottamenti in campeggi di fortuna all’Alpe del Viceré, e noi ci accontentavamo di restare a valle ad annusarci con altri coetanei che avevano odori più simili ai nostri (più ascella e meno incenso, col senno di poi). Comunque credo che quello dei centri estivi sia più una “cortesia” che si fa a chi ha figli più piccoli e meno capaci di annoiarsi in totale autonomia (penso alla fascia 7 – 10) che non un modello di aggregazione forzato dagli eventi. Detto questo, spero di non incrementare la dose di diffidenza che hai sempre avuto nei miei confronti (faccina che ride e nel contempo suda, per parafrasare l’emoticon che avrei usato). Saluti.

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