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Il Consiglio comunale di Erba chiede più medici al Governo

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Durante il Consiglio comunale di lunedì 29 novembre, è stata discussa anche una mozione presentata sulla carenza di medici di medicina generale. La sua approvazione è un ottimo segnale, che evidenzia quanto l’assemblea erbese concordi in larga parte sull’importanza del ruolo dei medici, a partire da quelli di medicina generale, resa ancora più evidente durante la gestione dell’emergenza sanitaria. Nei prossimi anni il numero di Medici di medicina generale che andranno in pensione, su base nazionale, sarà tre volte superiore al numero di quelli che prenderanno servizio, con possibili ripercussioni anche nel nostro territorio.

Con questa mozione, in linea con la legge di potenziamento della sanità lombarda appena approvata dal Consiglio Regionale, il Consiglio comunale chiede al Governo di contrastare la mancanza di Medici di medicina generale e nello specifico: di ristabilire un numero congruo di borse di studio in Lombardia, pari almeno alle 313 della precedente programmazione 2019/2022 (mentre in quella 2020/2023 sono scese a 174), di anticipare di qualche mese la fine del corso di specializzazione per 379 tirocinanti, mantenendo il monte ore curriculare, di rivedere l’accordo collettivo nazionale, premiando economicamente quei medici che, sia in forma singola che associata, decidono di aumentare il proprio massimale di assistiti; d’ incentivare il lavoro in equipe multidisciplinari che comprendano varie pofessioni (come infermieri, psicologi, assistenti sociali) prevedendo il supporto della telemedicina; di aumentare la quota di assistiti per i medici in formazione, dagli attuali 650 a 1.000, mantenendo la borsa di studio e confermando la scelta di Regione Lombardia sul tirocinio professionalizzante, di semplificare il sistema di assegnazione degli ambiti carenti valutando di ridefinire gli accessi alle facoltà di medicina, con particolare riferimento al numero chiuso. Il Consiglio comunale di Erba, come molti altri in Lombardia, ha quindi deliberato di sostenere una legittima richiesta di potenziamento della medicina generale, indispensabile per fronteggiare l’ondata di pensionamenti già programmati, che consentirebbe a tutti gli italiani e in particolare ai lombardi di affrontare il futuro con maggiore serenità”.

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