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Il virus degli altri: l’Inghilterra

Abbiamo chiesto ad amici, parenti e conoscenti che non vivono in Italia di raccontarci come viene vissuta la pandemia nei paesi in cui risiedono. Questo il racconto di una gentile amica, una signora inglese che vive nel centro del Regno Unito: Lindy Fendius

“In Inghilterra, nella nostra piccola città delle Midlands, tutto è cominciato molto lentamente. Arrivavano notizie dalla Cina di un nuovo virus che ricordava la SARS di Hong Kong e che non ha mai raggiunto la nostra isola. Poi abbiamo sentito che si stava diffondendo e abbiamo visto con orrore i primi effetti in Italia e altrove. Speravamo ancora che non avrebbe passato il Canale. Poi cominciarono i primi segnali, piccole stranezze. Mio figlio un giorno mi ha chiamato per chiedermi se avevo abbastanza cibo in caso di un’emergenza come: pasta, farina, carne congelata, verdure in scatola. Io ho da sempre una mentalità d’assedio, quindi la mia dispensa era già piena. Una cassiera in un supermercato mi raccontò della sua inquilina, una studentessa cinese, che era preoccupata per la sua famiglia e che allarmata si stava preoccupando di fare scorta di spesa.

A noi inglesi piace viaggiare, abbiamo città multiculturali e collegamenti commerciali con il mondo intero. Sciatori di ritorno dalle località europee, studenti cinesi, uomini d’affari, viaggiatori per caso, sono entrati nel Regno Unito in modo incontrollato, portando con loro il virus. All’inizio, appena individuati, sono stati messi in quarantena, ma spesso solo dopo aver infettato molte altre persone.

Poi improvvisamente il virus è arrivato, era qui. Il nostro governo ha esitato, non ha fatto test sulle persone nè ha pensato ad un blocco immediato del Paese. Il governo ha inviato migliaia di lettere ai cittadini in cui si diceva che gli anziani e chi aveva problemi di salute sarebbero dovuti restare a casa. I supermercati hanno inspiegabilmente di colpo finito la carta igienica! Un negoziante mi disse che se ci fosse stato un virus che causava la diarrea, gli inglesi avrebbero dovuto comprare fazzoletti di carta! (Noi ne avevamo abbastanza, avevo appena ordinato per fortuna di 40 rotoli di carta igienica prima di Natale da un’azienda ecologica.) Il nostro negozio all’angolo ne aveva in abbondanza, ci dissero che avevano fatto scorta prima di Natale a causa della Brexit.

Quando arrivò il blocco, le strade si svuotarono completamente. Pochissime macchine, molti dei nostri pendolari a Birmingham e Londra erano in grado di lavorare da casa. Altri dovevano lavorare, come operatori sanitari, raccoglitori di rifiuti e altri lavoratori chiave. Molte persone sono state messe in congedo obbligatorio. Anche i volontari che si prendono cura delle persone anziane o fragili potevano uscire. 750.000 o più, in tutto il paese, si sono offerti volontari per aiutare la comunità. Per me, come pensionata, poco è cambiato. Non potevo fare acquisti tutti i giorni, ma potevo fare movimento uscendo una volta al giorno per un’ora. Andare al parco mi era permesso, ma era vietato sedermi su una panchina e godermi il sole. La polizia rimuoveva gruppi di famiglie sedute sull’erba. Avrei potuto portare a spasso un cane (ma non ne ho uno, e penso che alcuni cani siano stati abbandonati dai loro padroni in quel periodo). Potevo acquistare prodotti essenziali, che per il mio compagno erano un quotidiano e il latte, ma per me una volta alla settimana era la spesa in un supermercato, dove inizialmente non c’erano riso, farina, latte di lunga durata, carta igienica, disinfettanti per le mani, guanti di gomma o materiali per la pulizia della casa. La mancanza di alcune di queste cose mi hanno davvero sorpreso. Riesco a capire il riso, abbiamo molti inglesi di origine indiana, ma la pasta?! Siamo inglesi! Ancora oggi è difficile trovare pomodori in scatola, fagioli, uova e inchiostro nero per la stampante. Sull’esercizio fisico ora le regole sono più flessibili. Ho due amici che possiedono un kayak e si trovano su un canale o su un piccolo fiume rispettando felicemente il distanziamento sociale. È solitario e molto pacifico. (Noi britannici siamo molto abili nel piegare le regole a nostro piacimento, forse perchè non abbiamo una Costituzione scritta in quanto tale, tutto ciò che non è severamente vietato è permesso.) Abbiamo dovuto imparare a usare le nuove tecnologie. L’orchestra dei nostri pensionati ora si incontra su Zoom. Dato che molti di noi sono settantenni e perfino ottantenni (io sono tra i più giovani), siamo stati costretti ad una rapida curva di apprendimento. Non possiamo suonare all’unisono, ma suoniamo separatamente. Faccio molte videochiamate WhatsApp con i miei amici in Germania e nel Regno Unito, cosa che normalmente non faremmo. Sono molto consapevole che potrebbe essere l’ultima volta che parlo con uno in particolare, che ha una malattia polmonare, ed è molto isolato. Risolviamo giochi di enigmistica sul giornale, guardiamo serie tv o vecchi film, o facciamo prove di musica, il giovedì sera, battiamo le mani stando sulle porte e alle finestre per il nostro Servizio Sanitario e altri operatori e volontari. Alcuni di noi suonano Over the Rainbow o altri brani in un concerto improvvisato. Noi, nella nostra strada, siamo due pensionati e un bambino di 11 anni e suoniamo un clarinetto, un violino e un corno, in piedi sul marciapiede, a più di 2 metri di distanza. Paradossalmente, interagiamo molto di più ora con i nostri vicini, anche se a 2 metri di distanza. Ci aiutiamo con la spesa o le informazioni.

Abbiamo anche organizzato una festa da tè di strada con tavoli davanti alle nostre case, aggiungendo sedie a una distanza adeguata, mentre altre persone si univano a noi. Avevamo cibo tipico inglese degli anni ’40, Victoria Sponge Cake (Torta di Pan di Spagna), torte di carote, sandwich di cetriolo, con tovaglie, teiere, tazze e piattini e supporti per le torte. Indossavamo abiti all’antica, con cappelli di paglia, donne con abiti floreali e io indossavo il grembiule di pizzo elegante di mia madre. Abbiamo imparato a conoscere meglio i nostri vicini, gridando a voce alta. Molti stanno trovando modi insoliti di aiutare. Il personale ospedaliero è a corto di uniformi, maschere e sacchi per la biancheria, e i gruppi di volontari li cuciono. Io ho donato due copripiumini e federe. Ieri c’era una richiesta sul sito Web del quartiere di copertine con cartoni animati per fare le “scrub” (camici e pantaloni) per il personale che si occupa di bambini. Quando ho consegnato le mie copertine, in cambio mi è stato prestato un puzzle da una biblioteca di puzzle! Non possiamo visitare i nostri familiari più anziani, alle estremità opposte del paese. La mamma di Tony, il mio compagno, ha 93 anni, è stata ammalata ed è ora in una casa di cura, a 4 ore di distanza. Attualmente è in quarantena per 14 giorni, nella sua stanza senza TV o telefono. È risultata positiva al Coronavirus, ma è asintomatica, quindi non sta male. Nessun visitatore è autorizzato a visitare le case degli anziani. Mio padre, 91 anni, sta curando il linfoma e si infila dentro e fuori dall’ospedale da una porta sul retro, ed è trattato molto bene, ma in stretto isolamento a casa. Gli ho ordinato una porzione di ‘fish and chips’ (pesce e patatine fritte) a domicilio un sabato sera da un negozio vicino a casa sua, e contemporaneamente abbiamo trovato un negozio di ‘fish and chips’ sotto casa nostra aperto (è consentito il cibo da asporto) e quindi abbiamo mangiato ‘fish and chips’ insieme anche se a distanza! I miei figli sono entrambi nelle loro case con le loro storie. Le loro esperienze a Londra e in un ospedale di Oxford sono abbastanza diverse dalle nostre, che stiamo a un’ora e mezza dal centro di Londra. Per rallegrare i miei figli, ho ordinato loro una cassa di birra per ciascuno, e probabilmente ora ci sentiamo più frequentemente di quanto faremmo normalmente. I miei nipoti sono lontani, nel Lake District, poiché la loro madre ha una forma di asma grave e si è isolata al sicuro dal pericolo di infezione. Mi mancano, ma ci parlo su Skype e FaceTime. Sono a casa, seguono le lezioni on-line da scuola, ma stanno imparando le cose della vita, come cuocere al forno, tenersi occupati con e senza schermi davanti, fare lunghe passeggiate in campagna sulle colline e vivere con i nonni! Quella che segue è rigorosamente la mia opinione: il nostro problema principale qui è stato l’impreparazione del nostro governo e dei servizi sanitari per una pandemia che era prevista alcuni anni fa, ma totalmente ignorata. All’inizio non ce ne siamo curati abbastanza, quando avremmo potuto reagire più rapidamente, rintracciare i contatti e mettere in quarantena più persone fin dall’inizio e non fare affidamento sull’immunità di gregge! I nostri servizi sanitari erano stati tagliati di anno in anno a causa dell’austerità, da poco il nostro Primo Ministro aveva cominciato a ipotizzare nuovi investimenti, come 50 nuovi ospedali e 50.000 infermieri aggiuntivi…  troppo tardi. La responsabilità della lotta al coronavirus viene ora rimessa sul pubblico, piuttosto che sul governo che emette e ha emesso ordini tardivi. Ciò significa, almeno in Inghilterra, che probabilmente sperimenteremo un altro picco, perché per le persone le linee guida sono difficili da capire e le interpreteranno liberamente. Una mossa politica … lo slogan ora è “stai attento!” … come se tu potessi vedere un virus e schivare il suo cammino, o abbatterlo mentre attacca.”

Lindy Fendius

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