Copertina Lambrugo

Maltempo, un “bombardamento di ghiaccio” devasta i vivai lariani, epicentro nel Lecchese

Danni gravi per l’agricoltura, da Lecco a Como, dopo la grandinata di ieri sera: tetti scoperchiati, serre
in frantumi e coltivazioni compromesse. Chicchi grossi come pesche hanno distrutto anche le reti di protezione

Serre distrutte, coltivazioni di ortaggi e piccoli frutti devastati, con raccolti compromessi e danni per diverse migliaia di euro per ciascuna delle imprese agricole colpite. La furia del tempo, con chicchi di grandine grossi come palle da tennis, si è abbattuta sul Lecchese con particolare violenza, con gravi danni nelle campagne che circondano il capoluogo, spingendosi fino all’Erbese e al lago di Pusiano: oltre a Lecco, sono Valmadrera, Civate, Suello e Galbiate i centri più colpiti. Anche il vento forte, che si è abbattuto sull’intero territorio delle due province, ha provocato danni, scoperchiando tettoie di diverse strutture agricole e allettando le coltivazioni di loietto nel Canturino e nella Bassa, intorno a Lomazzo.
Il muro di nuvole nere, provenienti da est, si è scaricato con violenza nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, complice la forte inversione termica dopo una giornata di caldo.

A Civate, Elisa Brambilla coltiva mirtilli piccoli frutti: “Sono saltati persino i cavi d’acciaio delle reti antigrandine, che per fortuna hanno fatto il loro dovere e salvato la maggior parte della produzione di mirtilli. Ma è stata durissima: in piena tempesta abbiamo dovuto svuotarle dal peso della grandine, l’effetto sacca è stato impressionante, i chicchi erano grossi come palle da tennis. Altri alberi di frutta, appena piantati in vivaio, invece sono stati completamente tritati: piccole piante di pere, mele e susine oltre all’uva americana. Anche gli ulivi sono andati distrutti. Stiamo verificando eventuali danni alle strutture e guardiamo il meteo con preoccupazione, dato che nuove ondate di maltempo, con rischio grandine, sono annunciate già per le prossime ore e per i giorni a venire”.
Danni gravi nei vivai in zona Lambrugo, dove alcune reti antigrandine sono addirittura state sfondate: i chicchi hanno così macinato letteralmente le piante di alcuni vivai.
La grandine ha colpito il territorio di Galbiate a metà: “La serra in vetro vicino a casa è andata distrutta” racconta Gilberto Panzeri. “Per fortuna il vivaio dove coltiviamo piante da esterno, che si trova dall’altra parte del paese, si è salvato: il disastro, altrimenti, sarebbe stato totale e irreparabile”.
Chicchi di grandine grossi come pesche sono caduti senza sosta per oltre mezz’ora, triturando anche prati e pascoli. “La grandine era talmente fitta e abbondante che sembrava fosse nevicato” raccontano i produttori. In diversi casi, ove non si è ancora proceduto a tagliare il maggengo, la fienagione risulta compromessa.

“Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – rimarca il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi”.

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