Redazionali

Mascherine “quasi” per tutti

In momenti di grave emergenza come quello stiamo vivendo tutti noi da qualche settimana riteniamo assolutamente inutile e conroproducente perdersi in polemiche speciose, convinti del fatto che sia necessario fare fronte comune di fronte ad un nemico specie se subdolo ed invisibile come un virus.

Riteniamo che Regione Lombardia si stia ben comportando per arginare il più possibile l’epidemia e leggiamo in modo davvero confortante i primi risultati positivi annunciati in questi giorni.

Siamo orgogliosi della reazione avuta nei confronti del Covid, ammiriamo l’abnegazione di tutto il personale sanitario, l’impegno delle aziende pubbliche che si adoperano per proseguire il proprio servizio, quello delle Forze dell’Ordine impiegate a controllare ed aiutare tutti, e anche i docenti che si stanno impegnando per evitare che un intero anno scolastico vada malamente perso con ricadute preoccupanti per la preparazione degli studenti. Però c’è un però che vorremmo sottolineare.

Abbiamo ricevuto come tutti la notizia dell’obbligo di indossare le mascherine ogniqualvolta usciamo da casa (per le ragioni consentite) ma il reperimento delle stesse è da iscrivere nell’elenco delle imprese difficili. Regione Lombardia ha annunciato la distribuzione di circa 3 milioni e 300 mila mascherine. Ripetiamo la nostra volontà di non fare polemica sterile, come a volte si evince dei comunicati che in redazione giungono da vari esponenti politici, però, considerando che la Lombardia ha 10.019.166 abitanti (dato al 1.01.2017, ultimo aggiornamento Istat aprile 2018), la prima d’Italia per popolazione residente, che la popolazione attiva di età superiore ai 15 anni è di 8.856.074 e che la popolazione straniera residente è di 1.139.463 persone (fonte Istat e  http://www.asr-lombardia.it), rendere disponibili 3.300.000 mascherine significa lasciare privi di protezione 5.556.074 cittadini. E’ vero che l’emergenza non è finita, che è bene portare pazienza e restare a casa ben oltre il concetto del “più possibile”, però certe comunicazioni e certe critiche forse bisognerebbe farle con toni meno enfatici.

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