Redazionali

Oggi è un 4 Novembre un po’ particolare

Quella odierna è una cerimonia molto speciale perché speciale è il significato che essa ricopre. Il 4 novembre del 1944, all’Altare della Patria ebbe luogo la prima cerimonia della nuova Italia, in piena guerra di Liberazione, con il territorio ancora occupato e diviso.

Essa celebrò i valori di un popolo che sentiva di essere Nazione, desiderava difendere ]’integrità della Patria, l’autorità e l’indipendenza delle sue istituzioni. Fu il Presidente del Consiglio, Ivanoe Bonomi, a volere quella celebrazione. La volle perché sapeva che soltanto sui valori dell’unità nazionale, del Risorgimento, della tradizione militare si poteva ricostruire l’Italia delle libertà civili.

Ventitré anni prima, era stato lo stesso Bonomi ad organizzare, anche allora quale Presidente del Consiglio, la grande celebrazione che culminò, il 4 novembre del 1921, con la sepoltura della salma del Milite Ignoto al Vittoriano, un evento centrale della memoria collettiva della Nazione.

Ho voluto ricordare l’origine storica di questa Giornata dell’Unità Nazionale, nel ricordo della Grande Guerra, della Vittoria del 1918 e delle Forze Armate che ci permisero di ottenerla, perché il 4 novembre è una giornata cruciale per il nostro Paese.

L’Italia, dopo la rotta di Caporetto, quando tutto sembrava perduto, trovò nelle trincee e sul fronte interno le energie per riprendersi e capovolgere le sorti del conflitto.

La resistenza sugli altopiani, sul Grappa, sul Piave e poi l’epilogo di Vittorio Veneto raccontano una storia della quale gli italiani sono legittimamente orgogliosi.

Nonostante le sofferenze degli anni trascorsi nel buio delle trincee, nel fango, al gelo, lontani dagli affetti, esposti alla fame e alle malattie, i militari provenienti da ogni regione del nostro Paese, uniti sotto il Tricolore, realizzarono, con coraggio e dedizione, il sogno risorgimentale dell’Italia Unita restituendo Trento e Trieste alla madrepatria. L’ultima leva chiamata al fronte fu quella dei ragazzi del 1899, neo diciottenni che abbandonarono la loro quotidianità, le loro famiglie, le loro attività per combattere per l’unità e la lìbertà della nostra Patria. Vorrei che la memoria del loro sacrificio fosse sempre presente nelle nuove generazioni, affinché valori come la pace, la libertà, la giustizia non vengano dati per scontati e affinché quello che quei giovani ci hanno donato con il loro sangue non sia reso vano, né dimenticato. Insieme a quella dell’Unità Italiana si celebra la Giornata delle Forze Armate, protagoniste, nella prima guerra mondiale, del compimento del disegno risorgimentale, e negli anni a seguire generosamente presenti lungo il tormentato percorso che ci ha permesso di vivere in uno Stato finalmente unito e libero. Anche in questi mesi le Forze Armate hanno saputo rispondere all’emergenza sanitaria senza risparmio di energie, con il proprio personale altamente specializzato, medici, infermieri, mezzi e strutture mediche, nonché con la intensificazione dei contributi alla sicurezza della convivenza civile.

Il Sindaco di Erba Veronica Airoldi e il Sindaco di Pusiano Fabio Galli

Ad un militare, il generale Figliuolo, va la profonda riconoscenza di ciascuno di noi per l’importante opera svolta nella battaglia contro il COVID al fine di restituirci la normalità perduta.

Di rimando, credo sia doveroso da parte nostra rispondere con la responsabilità, la serietà, l’altruismo e la tutela dei più fragili, valori che guidarono i nostri nonni impegnati al fronte. Ma quella odierna è una giornata ancora più speciale perché oggi la Città di Erba riconosce la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, conflitto del quale persero la vita 650.000 militari italiani, il Parlamento approvò una legge che prevedeva che a Roma, sull’Altare della Patria, venisse deposta la salma di un soldato ignoto caduto in guerra. Venne costituita un’apposita Comnissione che avrebbe dovuto individuare i resti mortali di quello che sarebbe diventato il “Milite Ignoto”.

Vennero scelti 11 caduti italiani, dei quali era impossibile identificare la provenienza “Territoriale”, o il reparto o la stessa forza armata di appartenenza. La scelta di una tra 11 bare identiche, poste nella basilica di Aquileia, fu affidata a Maria Bergamas, madre di un militare caduto in combattimento, i cui resti non furono mai recuperati e quella bara, avvolta nel tricolore fu posta su un treno speciale che, partito il 29 ottobre da Aquleia, giunse a Roma il 2 novembre. II 4 novembre 1921 avvenne la sua solenne tumulazione presso il sacello dell’Altare della Patria, al Vittoriano.

Quel militare sconosciuto era stato decorato con la medaglia d’oro al val or militare con questa motivazione:

“DEGNO FIGLIO DI UNA STIRPE PRODE E DI UNA MILLENARIA CIVILTÀ, RESISTETTE INFLESSIBILE NELLE TRINCEE PIU CONTESE, PRODIGÓ IL SUO CORAGGIO NELLE PIU CRUENTE BATTAGLIE E CADDE COMBATTENDO SENZ’ALTRO PREMIO SPERARE CHE LA VITTORIA E LA GRANDEZZA DELLA PATRIA”.

In previsione del centesimo anniversario di quell’avvenimento, il “Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia” ha indirìzzato un appello a tutti i Comuni Italiani affinché ciascuno di essi conferisse la cittadinanza onoraria al “Milite Ignoto”. Il Consiglio Comunale di Erba, come molti altri, non si è sottratto a questa gradita sollecitazione ed oggi qui, davanti al Monumento i nostri caduti nei conflitti mondiali, vogliamo accogliere nella nostra comunità il Milite Ignoto che da soldato sconosciuto, figlio, fratello, padre di nessuno, diventa invece il “nostro” soldato, il nostro figlio, il nostro fratello, il nostro padre.

Egli rappresenta tutti i soldati, i più intrepidi, animati dallo sprezzo del pericolo e dalla forza della volontà, i tanti eroi, quelli riconosciuti e quelli sconosciuti. Ma anche i rassegnati, gli afflitti, quelli pieni di timore. E io oggi sono orgogliosa di conferire a colui che rappresenta tutti coloro che si sono sacrificati per garantirci un futuro di libertà la cittadinanza onoraria. Oggi, il Milite Ignoto è un cittadino erbese e noi lo vogliamo accogliere con la devozione e l’affetto che merita.

Veronica Airoldi, Sindaco di Erba

Al termine si è celebrata anche la cerimonia in cui i neo diciottenni hanno ricevuto dal Sindaco una copia della Costituzione e il Tricolore (ne abbiamo pubblicati solo alcuni).

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