Redazionali

Accadde in dicembre

 

OLTOLINA L’IMPRESA DELLA VALLE 3 DICEMBRE 1888:

Asso, si è costituita la Società in accomandita semplice “Fratelli Oltolina” segnando il passaggio della ditta al livello industriale con stabilimento al “Punt de la fola”. I fratelli Augusto e Giuseppe Oltolina avevano acquistato la filanda di seta Vicini.

La filanda lavora, sfruttando l’energia idraulica fornita dalle pale di un mulino sul Lambro, mentre una piccola fabbrica produce tele e fazzoletti, finendo i greggi che arrivano dai paesi vicini. Il motivo per i quale i due fratelli monzesi scelgono Scarenna, oltre per l’energia idraulica gratuita, è nella disponibilità di mano d’opera esperta. Vallassine e canzesi sono tradizionalmente esperte nel filare la lana ma soprattutto la seta e inoltre, le lavorazioni di folle e tintorie locali sono di ottima qualità “peril bel appretto che ivi si dà alle stoffe, lo spurgo dell’olio, la nettezza e la lucentezza dei colori”. Un altro salto di qualità arriva con la seconda generazioni quando Luigi Oltolina, a inizio secolo prende in mano le redini dell’azienda. L’ “Ultulina” diviene, nel tempo, simbolo industriale della valle e arriverà a impiegare oltre mille dipendenti, in maggioranza donne, all’inizio degli anni ’40 del XX secolo. Nel 1921, una nota prefettizia segnala l’impegno innovativo di Luigi Oltolina che ha introdotto nello stabilimento di Asso “…. La lavorazione a quattro telai, per provare gli apparecchi segna–rompi fili et trasformava il sistema di lavorazione vigente presso la ditta, con metodo straniero ….”. Il lavoro delle donne all’Olto-lina consente d’integrare i bilanci familiari fondati sull’agricoltura e la pastorizia dura e povera, evitando migrazioni stagionali e definitive. Luigi Oltolina muore nel ’58. Negli anni 80 del XX secolo, l’azienda passa di mano conservando, però, il nome di “Oltolina Spa” sinonimo di qualità. Dagli inizi del duemila l’Oltolina lentamente ferma la produzione e a ricordarla restano solo i capannoni abbandonati e il suono lacerante della sirena a fine orario di lavoro che si è voluto conservare.

foto d’epoca Olotlina

6 DICEMBRE 1853:DA SORMANO I CONTI E MINISTRI PRATOBEVERA

Vienna, è morto Carl Josef Pratobevera, di famiglia sormanese, investito, dall’Imperatore del titolo Von Wiesborn per il lavoro in campo giuridico e quale servitore dello Stato. Gli emigrati vallassini han saputo sovente farsi onore nelle località dove vivevano. È questo il caso del sormanese Antonio Pratobevera arrivato all’inizio del 1700 nella città di BielItz, nella Galizia occidentale allora polacca, dove sviluppa attività commerciali. Suo nipote Carl Joseph nasce a Bielitz il 17 febbraio del 1’69 e dopo anni di studio e impegno civile arriva a rivestire la carica di Portavoce del Consiglio di Stato e per due anni è Rettore dell’Università di Vienna. Il figlio di questi, Adolph von Wiesbron, nato il 2 giugno 1806 a Bielitz, morto il 16 febbraio 1875 a Vienna, diviene Ministro della giustizia. Joseph, fratello di Carl Joseph, è Sindaco della città e la nuora di questi, Katharina Polt, esperta culinaria, nota con lo pseudonimo di “Prato”, pubblica: “La cucina della Germania meridionale”.

Adolf Pratobevera

Carl Joseph Pratobevera

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